domenica 19 aprile 2015

Complessità dei sistemi informativi : monitorare l’evoluzione della complessità anticipando le potenziali criticità.


Monitorare l’evoluzione della complessità anticipando le potenziali criticità.

Il livello di stabilità del sistema applicativo assume una valenza maggiore tanto più gli stessi sono altamente interconnessi e interdipendenti e devono operare in ambienti  con una forte presenza di fenomeni di cambiamenti continuativi e imprevisti nonché di discontinuità nelle priorità, nelle finalità e negli obiettivi.
Attraverso la quantificazione della complessità è possibile misurare in modo innovativo il livello di stabilità delle diverse componenti di cui si compone un sistema applicativo. Utilizzando le variabili che caratterizzano l’operatività dei singoli moduli secondo le diverse prospettive è possibile tenere traccia, nel tempo, delle variazioni di complessità. 

In particolare, il tasso di variazione di complessità, fornisce una misura unica e olistica del livello di stabilità del modulo sia dal punto di vista dell’utilizzatore finale che di gestisce il modulo stesso.

L’introduzione del livello di stabilità e il suo impiego, su base continuativa e sistematica, permettono ai Sistemi Informativi di classificare velocemente i  moduli applicativi e di identificare quelli che sono maggiormente critici.
 
Improvvisi cambiamenti nella complessità sono dei classici sintomi di possibili "traumi". Indipendentemente se questi cambiamenti sono di natura endogena o esogena, essi rilevano potenziali problemi che devono essere immediatamente indirizzati. L’essere, anticipatamente,  a conoscenza di possibili problemi costituisce un vantaggio importante in quando si possono prendere, in tempo, le dovute contromisure.
L’indice di stabilità permette di mettere in evidenza quelle situazioni di criticità che consentono di avere un approccio propositivo intervenendo  proattivamente sul  modulo in cui si trova in una potenziale criticità che chi lo gestisce potrebbe non saperlo.   Un modulo stabile è caratterizzato da un valore tendenzialmente costante della complessità mentre improvvisi cambiamenti riflettono una sorta di rottura dello status quo del modulo stesso.
OntoDyn™ è la piattaforma applicativa di Ontonix che analizzando, nel tempo, la complessità dei moduli evidenzia quelli che sono maggiormenti instabili su cui occorre focalizzare l’attenzione.
L’indice di stabilità di un modulo, in un dato periodo di osservazione, può variare da 0 (massima instabilità) a 1 (massima stabilità).
OntoDyn™, per determinare il livello di stabilità, utilizza le informazioni e dati che descrivono il funzionamento del modulo in relazione della base temporale prescelta. La figura alla destra è un esempio del profilo di stabilità di un gruppo di clienti di una data banca. OntoDyn™ elabora sequenzialmente le informazioni di ogni singolo cliente e produce un elenco con i relativi indici di stabilità evidenziando quelli che sono maggiormenti critici.
Una volta stabilito il limite di accettabilità del livello di stabilità, i moduli, che si trovano di sotto di esso, sono quelli su cui avviare delle ulteriori e più dettagliate analisi al fine di comprendere le ragioni della variazione di complessità.

Analizzare e diagnosticare i comportamenti anomali ricercandone le motivazioni

Essere meno complessi è un fattore abilitante per gestire e governare ambienti, come quello applicativo, caratterizzati dall’incertezza e dall’imprevedibilità dei con cu si esplicitano i requisiti, da i tempi sempre più contenuti nel soddisfare le esigenze e dalla  discontinuità con cui si susseguono le richieste.  L’obiettivo della misura della complessità è di:

·       Mettere in luce e di identificare quelle fluttuazioni caratteristiche quali, ad esempio, eventuali variazioni significative della complessità e dell’entropia (incertezza, caos, confusione) che:
      riflettono stati di vulnerabilità e di precarietà dello “stato di salute” del sistema/business;
      possono rilevare l'esistenza di problemi nascosti o possibili imminenti traumi che occorre urgentemente gestire. 

·       Individuare quali elementi e quali variabili che contribuiscono maggiormente alla complessità totale della componente applicativa oggetto di misurazione su cui occorre intervenire per ridurre la complessità della stessa componente.  

Per misurare la complessità non si può prescindere dalle diverse prospettive di chi utilizza il sistema applicativo per svolgere le proprie funzione e di chi invece si adopera nel mettere a disposizione le applicazioni stesse e dai contenti in cui lo stesso deve competere e contendendosi le risorse.

Attraverso la piattaforma applicativa  OntoSpace™  è possibile avere una misura oggettiva della complessità e dello stato di salute e quindi di effettuare delle diagnosi utili a gestire e governare la complessità in modo proattivo, anticipando possibili eventi imprevedibili e predisponendo le opportune contromisure. L’insieme di informazioni fornite riguardano:

·       La Mappa di complessità e di Rischio in cui sono rappresentate la struttura del modulo e le relazioni esistenti tra le diverse variabili in un dato istante e le informazioni di sintesi delle metriche che descrivo la complessità. Cosi come è possibile navigare nella mappa e quindi evidenziare le relazioni tra le diverse variabili. 

·       L’evoluzione della complessità, dell’entropia (incertezza) e della robustezza del modulo. Inoltre è possibile rilevare l’indice di stabilità. L’insieme di queste informazioni consente di individuare variazioni di complessità che sono dei tipici segnali di preallarme che devono essere immediatamente analizzati per comprendere le ragioni e le motivazioni della loro presenza:

·       il profilo del modulo, applicazione o sistema applicativo, ovvero l’elenco del 25 variabili che, per priorità, incidono maggiormente sulla complessità.

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